Sagre in Friuli

Il termine Sagra ha origine latina, deriva infatti dall’aggettivo sacrum (“sacro”). La Sagra si connota per la sua dimensione religiosa. Nasceva, infatti, in ricordo della consacrazione vescovile della chiesa, con dedicazione della stessa ad un Santo.

Fin dai tempi più antichi la festa della dedicazione era contraddistinta da due elementi: il ballo ed il pasto comunitario. Nei primi tempi del cristianesimo aquileiese, dunque, il ballo e la distribuzione di cibo facevano parte della stessa liturgia. Nei secoli successivi, tuttavia, ebbe sopravvento un processo di distinzione tra ciò che veniva considerato “materiale” è quello che era considerato “spirituale”. L’innocuo ballo sagrale divenne così “tentazione diabolica”, tanto che numerosi Sinodi Aquileiesi (celebrati tra il 1219 ed il 1740) ne proibirono ripetutamente la diffusione ed il radicamento.

Proibizioni e scomuniche furono così insistenti che nei primi anni dell’Ottocento erano, ormai, pochissime le feste da ballo tenute nelle pubbliche piazze. In questo clima di proibizioni, le feste da ballo si trasferirono nelle osterie mentre le piazze, furono lentamente occupate da giostre, tiri a segno e bancarelle. Tali attrazioni, che furono per secoli marginali rispetto al ballo sagrale, assunsero così un ruolo centrale in tutte le sagre friulane. Naturalmente insieme al vino.

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