Pellegrinaggio a Castelmonte

Il Santuario della Beata Vergine di Castelmonte (o Madone di Mont in friulano) nel V secolo era già sede di una guarnigione romana a difesa della città di Cividale. Si suppone che, in un primo momento, il luogo sacro consistesse in un piccolo sacello scavato nella roccia e dedicato alla Madonna e a San Michele Arcangelo.

La località, col passare del tempo andò ampliandosi sino a divenire un borgo fortificato. Il Santuario nel 1469 fu però distrutto da un incendio che danneggiò irrimediabilmente anche la statua lignea della Madonna. Il tempio fu ricostruito nel 1479 e, all’interno, fu posata una nuova statua, in pietra, raffigurante la Madonna nera con bambino che, ancora oggi, adorna l’altare maggiore.

Il Santuario è una frequentata meta di pellegrinaggi non solo per i friulani, ma anche per le genti della vicina Slovenia. Il flusso di fedeli era già consistente ai tempi dei Longobardi e si consolidò nei secoli successivi. Oggi è ancora tradizione effettuare il pellegrinaggio a piedi (talvolta anche scalzi) partendo da Cividale e seguendo la strada che porta al borgo di Castelmonte (circa 7 chilometri da Carraria). Questa è caratterizzata dal susseguirsi di 15 edicole sacre raffiguranti i misteri del rosario. Nei pressi delle edicole i pellegrini sono soliti comporre delle piccole croci utilizzando rami o piccole pietre.

Particolarmente sentita è la ricorrenza della Natività di Maria (8 settembre) che coincide con il tradizionale pellegrinaggio diocesano. In migliaia salgono così al Santuario per commemorare la tragedia del terremoto del 1976 e per rinnovare la propria devozione.

Idealmente, potremmo inserire la visita del Santuario di Castelmonte come una delle cose da fare almeno una volta nella vita di un friulano.

Ecco il link al Sito Ufficiale 

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