Il Friuli è una Nazione ?

Un estratto del libro “Friuli, un popolo tra le macerie” di Francesco Placereani, Gian Carlo Menis, Federico Rossi edito da Edizioni Borla (Roma 1977), ben sintetizza l’idea di Friuli:

«La cultura etnografica europea è concorde nel riconoscere al Friulano la fisionomia di popolo originale, ben distinto dal popolo italiano e da classificarsi nell’ambito del gruppo ladino. […] Ma è diffusissima, a livello giornalistico e politico, l’idea che l’affermare una simile originalità sia un attentato alle lotte e al patrimonio del Risorgimento e, in ultima analisi, all’unità della patria, con sicumera identificata con lo Stato. Ora conviene accennare, per il lettore italiano, che il concetto di popolo va identificato con quello di nazione, ma accuratamente distinto da quello di stato, realtà giuridico-amministrativa, mentre popolo e nazione sono realtà etnica e culturale. […] Per noi, i Friulani sono un popolo, una nazione non italiana, anche se da 110 anni […] politicamente compresi nello stato italiano.»

Wikipedia spiega che una Nazione (dal latino natio, cioè «nascita») può definirsi tale quando una comunità di individui condividono alcune caratteristiche comuni come: la lingua, un luogo geografico, la storia, le tradizioni, la cultura, l’etnia. Per quanto suesposto è pertanto facile rispondere alla domanda: Si, il Friuli è certamente una Nazione.

La coscienza nazionale è da sempre viva nel cuore dei friulani. Il 25 ottobre 1918 il Mons. Faidutti, deputato friulano al Parlamento di Vienna, terrà il primo discorso in lingua friulana in un Parlamento a difesa del diritto all’autonomia e all’autodeterminazione del popolo friulano. Famosa rimase la frase: “Se ducj nus bandonin, nus judarìn bessôi. Dio che fedi il rest. No urìn che nissun disponi di nô, sensa di nô.” Nel Dopoguerra l’Associazione per l’Autonomia Friulana, nella quale militavano Tiziano Tessitori, Gianfranco D’Aronco e Pier Paolo Pasolini, e successivamente il Movimento Popolare Friulano, si impegnarono nel tentativo della ricostituzione integrale del Friuli nei suoi confini naturali. Tali rivendicazioni, tuttavia, non ebbero seguito. A poco servì, più tardi, anche la nascita del Movimento Friuli che incarnò le istanze “friulaniste” per due decenni. Nel 2014 alcune associazioni indipendentiste promossero anche un referendum web (a scopo consultivo) per l’indipendenza del Friuli. Il “referendum”, che si chiuse alla mezzanotte del 31 ottobre, raccolse però solamente 6.700 votanti (l’85% dei quali a favore dell’indipendenza).